SCARABOTTOLO PRIMA DI SCARABOTTOLO
Scarabottolo prima di Scarabottolo
di Marta Sironi
A un certo punto della carriera di un artista c’è un aspetto che prevale sugli altri: dodici anni di direzione artistica di Guanda hanno imposto una certa immagine di Guido Scarabottolo, poi arricchita da libri, mostre e tante altre collaborazioni degli ultimi anni. Addentrandosi nell’archivio si scopre però anche lo Scarabottolo prima di Scarabottolo, come mostrano questi linoleum e serigrafie, con interventi a pittura e collage, degli anni Ottanta e primi Novanta. Si parte da Cielo pacchiano, opera firmata con Max Casalini e Federico Maggioni secondo il modo collettivo di lavorare degli esordi di Arcoquattro, studio di architettura specializzato in allestimenti che a Lucca s’innamora di fumetto e illustrazione. Una selezione di prove d’artista che condensano già gli ingredienti costitutivi del vocabolario di Scarabottolo: ironia e sintesi. Da un ricettario e un libro sul vino a tante altre più sintetiche invenzioni: gatti e gattine propensi al relax più che alla caccia, nuvole sintomatiche di certo gusto astratto nutrito di inespresse tensioni, fino alla Tavola sinottica dei funghi non commestibili per una mostra di umorismo grafico a Castelnuovo Berardenga nel 1985. Interni enigmatici, porte e finestre che portano a una Cacciata dal Paradiso così come a una confortevole nuvola olfattiva proveniente da una caffettiera napoletana. Un insospettabile ‘autoritratto’ racconta la leggendaria pigrizia. Un’anticipazione delle magistrali astrazioni dell’opera matura, in quattro diverse versioni: il soggetto è inavvertibile – silenzioso – secondo il vocabolario del numero minimo di segni della “riposante disciplina della sintesi” che è, da sempre, la sua cifra distintiva.
Guido Scarabottolo
È nato a Sesto San Giovanni (Milano), un posto pieno di grandi fabbriche. Oggi abita poco lontano dallo stesso posto, dove però non c’è più nemmeno una fabbrica. Architetto in teoria, quando fa il grafico vorrebbe fare l’illustratore, quando fa l’illustratore vorrebbe fare il pittore, quando fa il pittore vorrebbe fare lo scultore…
L’unica cosa che ha capito è che il tempo vola. Nel 2000 si è accorto che il futuro era appena passato. Questa me la devo scrivere, ha pensato. Venticinque anni fa.






























