GUIDO DE ZAN / SEGNI E TRASPARENZE

Anno
2025
Guido De Zan
Scultura e pittura

La pelle d’argilla

di Bruno Munari

Un osservatore superficiale può distinguere gli alberi dalle mucche: gli alberi hanno le foglie e le mucche no. Un osservatore meno superficiale può distinguere un albero dall’altro, un pioppo da un cipresso, un eucaliptus da un ginko biloba. Un osservatore più sensibile guarda anche le cortecce dagli alberi: la corteccia del castagno ha una textura molto in rilievo, quella del frassino è quasi liscia, quella della betulla è macchiata di bianco e grigio […]. L’eucaliptus perde brandelli di corteccia color pelle abbronzata. La pelle d’argilla come sarà (o come potrà essere?). Tutto in natura ha una textura come finitura della forma, nel regno vegetale, come nel regno animale e minerale […]. L’argilla può avere o non avere quella textura. Se è solo liscia vuol dire che interessa solo la forma, ma se invece ha una superficie texturizzata allora è più interessante perchè ha un motivo in più per essere osservata. A questo punto andiamo a trovare Guido De Zan nel suo laboratorio. Guido è uno dei pochi ceramisti che si preoccupa di dare non solo una forma ai suoi oggetti, ma anche una pelle particolare, una textura fatta a mano da lui stesso, secondo la forma dell’oggetto. E allora, come succede in natura, dove la pelle del serpente è diversa da quella della lumaca, la superficie caratterizzata di una certa forma sarà adatta a quella forma e non uguale alla textura di una diversa forma. Alcune texture assomigliano a strane scritture fatte tutte con la stessa lettera dell’alfabeto, altre hanno andamento orizzontale, altre sono più o meno in rilievo, alcune minutissime, altre con pochi segni sparsi. […]

Guido De Zan

Guido De Zan nasce a Milano nel 1947. Nel 1974, dopo ver lavorato otto anni nel campo dell’assistenza ai ragazzi con disabilità mentali, si laurea in Sociologia all’università di Trento. Nel 1975 inizia la ricerca nel campo ceramico e nel 1978 a Milano, accanto alle Colonne di San Lorenzo, apre Il Coccio, il laboratorio con forno ceramico in cui lavora ancora oggi. Nei primi anni il suo lavoro si concentra sull’oggetto d’uso in maiolica. Poi, utilizzando la tecnica raku, si orienta verso oggetti più simbolici come tazze per la cerimonia del tè, vasi e pannelli decorativi. Negli ultimi venticinque anni, utilizzando il grès e la porcellana, Guido De Zan si è dedicato quasi esclusivamente a vasi e sculture. A partire dagli anni ‘90, alla produzione ceramica affianca una ricerca grafica, usando varie tecniche e materiali diversi. Vive e lavora a Milano.

OPERE ESPOSTE
MOSTRA ALLESTITA
Anno
2025
Guido De Zan
Scultura e pittura