EUGENIO ALBERTI SCHATZ / NON-LIBRI
Non-libri
Quando i libri non si leggono
di Giulia Brivio
I libri possono reggere molte dimensioni, come pilastri di un tempio antico e futuro, ed Eugenio Alberti Schatz è capace di vedere quelle dimensioni e di far compiere ai libri viaggi ultra-dimensionali. I volumi della leggendaria BMM Biblioteca Moderna Mondadori, recuperati dalla casa di campagna di un editore italiano
di talento dopo la sua scomparsa, vengono tagliati, inchiodati, trafitti, bruciati, ingabbiati e poi appesi. Mostrati. Perché affrontare fisicamente un libro e chiuderlo per sempre – o quasi? Alcuni attacchi alle copertine sembrano violenti e decisivi, ma sono anche segnali che riportano l’attenzione su questi oggetti
rituali, speciali, che sono i libri. Eugenio fa urlare i libri, li fa divertire, li fa annegare, li rianima. Vincenzo Agnetti rimuoveva la parte centrale del libro (Libro dimenticato a memoria), Emilio Isgrò cancellava le parole all’interno dei volumi della Costituzione, Dieter Roth insaccava le pagine come salami (Literaturwurst), diversi artisti hanno amato i libri fino a distruggerli, cancellarli, trasformarli in non-libri. Il mio primo pensiero nel vedere un libro tagliato in sei parti è stato: “Che bello! Ma povero libro.”Per lavoro e per passione costruisco libri d’artista e cerco sempre di racchiudere immaginari inesplorati dentro alle copertine in modo che i lettori possano immergersi in realtà diverse, che seguano traiettorie narrative insolite. Ci ripenso e, a dire il vero, è proprio quello che fanno anche i non-libri di Eugenio: si ribellano alla passività, all’oblio. A traiettorie prestabilite.
Eugenio Alberti Schatz
Milanese, ha molto viaggiato e fatto diversi mestieri nell’ambito della comunicazione e delle relazioni pubbliche. Dopo gli studi in lettere antiche, si è cimentato con vari fronti della scrittura, dai saggi alla poesia, dalla critica d’arte e di fotografia ai resoconti di viaggio, dalla drammaturgia agli aforismi. Ha pubblicato, fra gli altri, per Rizzoli, Skira, Corraini, Salani, Blonk, Einaudi e Antiga. Ha curato mostre, organizzato rassegne culturali e girato documentari. Da tempo conduce una ricerca artistica in cui riflette sui rapporti fra parola e immagine.




















