Un catalizzatore sociale e un’architettura attrattiva e di forte impatto: un “bel posto dove andare”, come recita la Carta dei Servizi, che a distanza di anni ancora attrae 700-1.000 utenti ogni giorno.
La realizzazione della MedaTeca è stata l’occasione per recuperare e trasformare un edificio preesistente di due piani, di proprietà comunale, rimasto incompiuto e abbandonato dagli anni Ottanta. Pur sottostando ai vincoli imposti dalla dimensione del lotto e dalla struttura esistente, il progetto ha ripensato il contenitore in funzione del contenuto, raddoppiando la volumetria, mutandone l’aspetto, le caratteristiche morfologiche e materiche. Tutto concorre a rafforzare la nuova funzione di “condensatore urbano”: il disegno dei prospetti, i materiali e i colori delle facciate (in lastre di alluminio rosso Bordeaux, con un sofisticato sistema di facciata progettato ad hoc, altamente performante dal punto di vista energetico e acustico); grandi vetrate su strada, che mostrano l’interno dell’edificio o si colorano in varie campiture semitrasparenti con le tende abbassate. Gli spazi interni sono ampi, luminosi e confortevoli, con ambienti a doppia altezza e affacci tra un piano e l’altro. Al piano terra e al primo interrato si trova il settore di ingresso (novità, periodici, musica, cinema, temi di interesse); al primo piano la sezione bambini e ragazzi, con l’area dei piccolissimi e un angolo per il racconto; al secondo e al terzo piano vi è il settore a scaffale aperto; al secondo interrato una sala polifunzionale, una sala corsi e due magazzini. Al primo piano interrato vi sono anche una sala studio e una sala riunioni. Vi è infine una terrazza che può essere attrezzata anche per il catering. La MedaTeca offre 40mila volumi a scaffale aperto, con prestito automatizzato con Rf-Id, e oltre 160 posti a sedere.
FOTO
VIDEO
RENDER
DISEGNI TECNICI
GRAFICA
La comunicazione visiva della MedaTeca, realizzata con Benedetta De Bartolomeis, affianca e supporta le scelte architettoniche. Il progetto grafico ha sviluppato da un lato l’identità visiva che, con lo studio di un logotipo stabile, funzionale e leggibile, sintetizza e restituisce i concetti chiave del “contenitore”; dall’altro ha messo a punto un sistema di segnaletica interna capace di orientare autonomamente gli utenti negli spazi, dando indicazioni semplici e chiare sui servizi disponibili e sulle differenti aree tematiche. Sia il logotipo sia la segnaletica sono monocromatiche, in modo da poterle riprodurre a basso costo e su differenti supporti (dalla fotocopia al prespaziato su parete). La segnaletica all’interno dell’edificio gioca su gestualità e semplicità. Si articola in differenti pittogrammi neri, alcuni composti da mani disegnate con tratto realistico che interagiscono con oggetti-icone o con i nomi delle aree tematiche, indicando un certo servizio in una determinata zona. Vi sono i segnali di orientamento, stampati in grigio, dove la mano con l’indice puntato indica dove andare per trovare i vari servizi e le varie funzioni. A ogni pianerottolo e negli ascensori sono riportate le mappe con indicazioni delle aree di ogni piano. Infine è stata progettata la segnaletica di scaffale, dove le varie sezioni e sottosezioni tematiche sono indicate su cubi in plexiglass bianco traslucido con scritta nera o colorata. Saggistica e Narrativa utilizzano il nero; le dodici aree tematiche individuate dal progetto biblioteconomico hanno invece un colore che le identifica, così come le etichette sulla costa di ogni libro.
#medateca #meda #lombardia #biblioteca #cultura #architettura #interni
CREDITI
Titolo del progetto e luogo I MedaTeca, Meda, Monza e Brianza
Periodo I 2008 – 2012
Committente I Comune di Meda
Servizio svolto I Programma funzionale, progetto architettonico, progetto degli interni e degli arredi, progetto della grafica e dell’identità visiva
Con la collaborazione di I ing. Enrico Busnelli, Teknema Consulting, Alessandro Agustoni, ing. Marco Bonomi, arch. Claudio Giacometti, ing. Oscar Pagani, arch. Antonio Galeano, Benedetta De Bartolomeis, Mook e Francesca Zoboli
Fotografie I Marco Introini, Alterstudio Partners





























































































